Home
CERCA:             Ricerca avanzata > 
Ricorda Login 

METEO 


notizie


tariffe



bandi e concorsi


rassegna stampa


corsi e formazione


convegni e assemblee





links
 I link istituzionali
 Dalla stampa



  RASSEGNA STAMPA


Sullo shipping pesa l’incognita politica

TheMediTelegraph, 3 gennaio 2019

Genova - Fino a pochi anni fa le principali preoccupazioni di chi si occupava di trasporto internazionale di merci erano due: la scarsità di domanda, cioè di prodotti importati o esportati; e l’eccesso di offerta, che per i vettori marittimi significa troppe navi in circolazione. L’attività degli operatori dello shipping si giocava soprattutto sull’equilibrio fra questi due fattori, domanda e offerta. L’ultimo rapporto di Bimco, associazione che riunisce oltre 2.000 fra armatori, broker e agenti marittimi di tutto il mondo, fotografa una situazione che è profondamente mutata, in particolare nel 2017 e nel 2018. La politica è entrata di prepotenza nel trasporto marittimo, che finora doveva fare i conti soprattutto col mercato: «Ci sono stati - afferma il presidente di Bimco, Anastasios Papagiannopoulos - tre temi guida per la nostra industria nel 2018 ed è probabile che gli stessi domineranno ancora di più il 2019: l’introduzione di limiti alle emissioni di zolfo delle navi dal 2020; la riduzione delle emissioni di gas serra; il protezionismo economico». Entrambi i temi ambientali «hanno la potenzialità - continua il presidente - di stravolgere il nostro settore». Ma è il terzo punto, il ritorno al protezionismo economico, quello più inatteso: «L’effetto di rottura della presidenza di Donald Trump sullo shipping è difficile da misurare», mentre finora «si sono mostrati soltanto i primi effetti sul commercio mondiale». Le speranze di una ripresa, secondo Bimco, risiedono nelle economie in via di sviluppo, mentre i Paesi avanzati sono fermi da almeno un decennio. Questa situazione, come spiega il rapporto, ha effetti sulle tre principali tipologie di trasporto navale: rinfuse secche, liquide e container: «La domanda di dry bulk è favorita da questa tendenza, mentre il trasporto di container andrà sotto ulteriore pressione. Per le petroliere l’effetto sarà agrodolce, perché la domanda in aumento a Oriente potrebbe essere attenuata da una contrazione a Occidente».
Visto dall’Italia, l’andamento di queste tre tipologie di merce presenta alcune particolarità: «Il 2018 - spiega Eugenio De Paolis, consigliere di Assagenti e esperto di carico secco - ha visto un leggero incremento delle rinfuse solide nei porti italiani del Tirreno e dell’Adriatico. Nel 2019 si prospetta un ulteriore incremento, ma ancora più assottigliato. Se si registra una crescita invece che un calo, nonostante la riduzione del trasporto di carbone a causa delle politiche contro l’inquinamento e alla chiusura di alcune centrali in Italia, è perché gli effetti negativi si erano già registrati nel 2017. Nel 2018 altri tipi di rinfuse sono riusciti a sopperire al calo del carbone, come argille, fertilizzanti e altri minerali». Ennio Palmesino, storico broker del settore delle rinfuse liquide, spiega che in questo settore è in corso un forte cambiamento: «Ho visitato pochi giorni fa il porto petroli di Genova. Il direttore è pessimista. Il futuro dell’infrastruttura è in pericolo. Il traffico è sceso dai massimi di 40 milioni di tonnellate agli attuali 30 milioni. Il traffico per la Germania si è spostato a Trieste, mentre il numero delle raffinerie italiane è sceso da 20 a 7, quelle servite dal porto di Genova sono scese da 7 a 3. Per Genova è una ricchezza che viene meno». Sul fronte dei container, l’Italia vive soprattutto dei traffici sull’asse Est-Ovest, fra Asia e Europa. «Al principio del 2018 - spiega Marco Donati, manager italiano della compagnia cinese Cosco - l’Italia ha sofferto una riduzione dell’export di materiale da riciclare, come carta e plastica, che nonostante le apparenze ha un valore importante. A marzo c’è stata la ripresa. L’anno ha visto una stabilità dei noli, positivo sia per il vettore sia per il cliente. Nonostante le incertezze che arrivano dalle tensioni internazionali, la nostra compagnia continua a prevedere un 2019 positivo. La costruzione di nuove navi si è ridotta e quindi la stiva è calata parecchio, mentre i volumi di merce movimentati in Europa e Africa settentrionale crescerà del 2-3%».




Versione senza grafica
Versione PDF


<<<  Torna alla pagina precedente
Altre informazioni disponibili

>> Addio carbone, spazio al caffè, il porto di Vado Ligure si rinnova

>> Salta la trattativa del contratto, sciopero nazionale nei porti

>> Economia del Mare, nessuno in Italia corre più della Liguria


 



 Nota legale  Privacy  via degli Orefici 3 - 17100 Savona - Tel 0198484518 - Fax 019823619 -
Questo sito web fa uso di cookie tecnici 'di sessione', persistenti e di Terze Parti.
Non fa uso di cookie di profilazione.
Proseguendo con la navigazione intendi aver accettato l'uso di questi cookie.
OK
No, desidero maggiori informazioni